Imposte
Qualsiasi sia la tua fonte di reddito, puoi calcolare le imposte e i contributi che dovrai pagare e confrontare tra loro varie opzioni per trovare la migliore per te.
TaxDemocracy calcola i due regimi fianco a fianco sul tuo canone reale, IMU compresa, e ti mostra quale conviene.
Quando registri un contratto di locazione puoi scegliere tra due strade: la cedolare secca, un'imposta sostitutiva con aliquota fissa al 21% (che scende al 10% per i contratti a canone concordato), oppure l'IRPEF ordinaria, dove il 95% del canone si somma agli altri tuoi redditi e viene tassato per scaglioni, con in più addizionali regionali e comunali e l'imposta di registro. La differenza tra le due opzioni può superare i 1.400 euro l'anno su un canone di 800 euro al mese.
Il problema è che la risposta giusta non è uguale per tutti: dipende dalla tua aliquota marginale IRPEF, dal comune in cui vivi, dal tipo di contratto e perfino dalle detrazioni che hai già. Per questo i calcolatori che mostrano solo la cedolare raccontano metà della storia. Qui sotto trovi le regole aggiornate al 2026 con esempi numerici; quando vuoi i tuoi numeri esatti, il simulatore confronta i due regimi sul tuo caso specifico.
Qualsiasi sia la tua fonte di reddito, puoi calcolare le imposte e i contributi che dovrai pagare e confrontare tra loro varie opzioni per trovare la migliore per te.
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L'aliquota della cedolare secca dipende dal contratto, non dal tuo reddito. Il 21% si applica ai contratti a canone libero, il classico 4+4. Il 10% spetta ai contratti a canone concordato (3+2, transitori e per studenti universitari) stipulati nei comuni ad alta tensione abitativa, tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna e Napoli, sulla base degli accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini.
Su un canone di 800 euro al mese, cioè 9.600 euro l'anno, i numeri sono questi:
Attenzione al confronto a parità di contratto: il concordato in regime ordinario gode di un ulteriore abbattimento del 30%, quindi l'imponibile scende al 66,5% del canone. Anche così, con il 10% di cedolare il regime sostitutivo resta quasi sempre più conveniente. Il concordato porta con sé anche l'IMU ridotta del 25% nella maggior parte dei comuni.
La regola pratica: se la tua aliquota marginale IRPEF supera il 21%, cioè se il tuo reddito complessivo va oltre i 28.000 euro, la cedolare al 21% vince quasi sempre. Sotto quella soglia il vantaggio si assottiglia, perché l'IRPEF al 23% sul 95% del canone equivale a un'aliquota effettiva del 21,85%, vicinissima alla cedolare. A quel punto pesano le voci secondarie: con la cedolare non paghi addizionali, registro (il 2% del canone, diviso a metà con l'inquilino) né bollo, e questo di solito chiude la partita a suo favore.
Ci sono però casi in cui l'ordinaria conviene davvero. Se il canone è il tuo unico reddito o quasi, con la cedolare rischi di perdere detrazioni IRPEF che non hai modo di usare: spese mediche, ristrutturazioni, interessi sul mutuo si scontano solo dall'IRPEF, non dall'imposta sostitutiva. E con la cedolare rinunci per legge all'aggiornamento ISTAT del canone per tutta la durata dell'opzione, anche se il contratto lo prevede: con l'inflazione ai livelli degli ultimi anni non è un dettaglio. Un ultimo punto spesso ignorato: il reddito in cedolare entra comunque nell'ISEE per intero, quindi può incidere su assegno unico e altre prestazioni.
Sono troppe variabili per una tabella generica. Il modo onesto di rispondere è fare entrambi i calcoli sui tuoi numeri.
Per le locazioni brevi (fino a 30 giorni, il caso tipico di Airbnb e Booking) la cedolare resta al 21% su un solo immobile a tua scelta, da indicare in dichiarazione, e sale al 26% sugli ulteriori. Dal 2026 il limite si è ristretto: puoi destinare agli affitti brevi in cedolare al massimo due appartamenti nell'anno; dal terzo in poi l'attività si considera imprenditoriale e serve la partita IVA. Se incassi tramite portali o intermediari, questi applicano una ritenuta del 21% che poi conguagli in dichiarazione.
Capitolo IMU: la cedolare sostituisce IRPEF, addizionali, registro e bollo, ma non l'IMU, che resta dovuta sull'immobile affittato perché non è la tua abitazione principale. Su un bilocale in una città capoluogo parliamo spesso di 800-1.200 euro l'anno: ignorarla falsa qualsiasi confronto di convenienza. È il motivo per cui il simulatore la include nel totale.
L'opzione per la cedolare si esercita con il modello RLI alla registrazione del contratto, oppure nelle annualità successive entro 30 giorni dalla scadenza dell'annualità precedente. Si può revocare ogni anno con le stesse tempistiche, tornando all'ordinaria (e ripagando il registro da lì in avanti).
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