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Contributi INPS partita IVA 2026

Calcola i contributi INPS della tua partita IVA

Forfettario o ordinario, gestione separata, artigiani o commercianti: inserisci i tuoi dati e premi Calcola per sapere quanto verserai all'INPS — e cosa ti resta netto.

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Come si calcolano i contributi di una partita IVA

I contributi previdenziali di una partita IVA dipendono da due cose: la gestione INPS a cui sei iscritto e il tuo reddito. Nel regime forfettario il reddito imponibile è il fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO; nel regime ordinario è invece il fatturato meno i costi deducibili.

La gestione determina l'aliquota e le regole: la Gestione Separata applica una percentuale sul reddito (con un massimale annuo), mentre Artigiani e Commercianti prevedono un contributo minimo fisso più una quota percentuale sul reddito eccedente il minimale. Il calcolatore qui sopra usa il motore fiscale di TaxDemocracy con le aliquote ufficiali dell'anno scelto; i grafici più in basso mostrano il confronto tra regimi e gestioni a ogni livello di reddito.

I contributi INPS a confronto, in due grafici

Quanto si versa all'INPS confrontando i due regimi e le tre gestioni (2026, Roma).

1. Forfettario vs ordinario, a parità di fatturato

Qui l’asse orizzontale è il fatturato. La differenza sta nella base imponibile su cui si pagano i contributi (Gestione Separata): nel forfettario è fatturato × coefficiente di redditività, nell’ordinario è fatturato − costi. Modifica i due valori con il tuo coefficiente ATECO e i tuoi costi reali: le linee si aggiornano.

Esempio a 50.000 € di fatturato: forfettario 8.733 € (imponibile 33.500 €), ordinario 9.125 € (imponibile 35.000 €).

ForfettarioOrdinario

2. Le tre gestioni a confronto

Qui l’asse orizzontale è il reddito imponibile (già al netto di coefficiente o costi). La Gestione Separata è proporzionale (nessun minimo), mentre Artigiani e Commercianti partono da un contributo minimo fisso: sotto una certa soglia costano di più, sopra si allineano. A 30.000 € di imponibile: separata 7.821 €, artigiani 7.207 €, commercianti 7.351 €.

Gestione SeparataArtigianiCommercianti

Contributi calcolati con le aliquote 2026 (Gestione Separata 26,07%, massimale 120.607€). Il grafico 1 usa la Gestione Separata come esempio per isolare l’effetto del regime.

Gestione Separata: professionisti senza cassa

Chi svolge un'attività professionale senza una cassa di previdenza dedicata si iscrive alla Gestione Separata INPS. Il contributo si calcola applicando l'aliquota (26,07% nel 2026) al reddito imponibile, fino a un massimale annuo oltre il quale non si versa (120.607 € nel 2026). Non c'è un minimale fisso: se il reddito è basso, il contributo è proporzionalmente basso. L'aliquota è ridotta (circa 24%) per chi ha già un'altra copertura previdenziale — per esempio un lavoro dipendente in parallelo — o è pensionato.

Artigiani e Commercianti: minimale fisso + eccedenza

Artigiani e Commercianti versano alla gestione IVS con una logica diversa: c'è un contributo minimo fisso dovuto anche con redditi bassi, calcolato su un reddito minimale (18.555 € nel 2026), più una quota percentuale sul reddito che eccede quel minimale. L'aliquota è del 24% per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti (che pagano lo 0,48% in più per l'indennizzo di cessazione), fino al massimale. I forfettari iscritti a queste gestioni possono chiedere la riduzione del 35% sul totale dei contributi (Legge 190/2014).

Forfettario o ordinario: cosa cambia per i contributi

Nel forfettario il reddito su cui si pagano i contributi è il fatturato per il coefficiente ATECO (dal 40% al 78% a seconda dell'attività): i costi reali non contano. Nell'ordinario conta invece il reddito effettivo, cioè fatturato meno costi deducibili. A parità di fatturato, chi ha molti costi tende a pagare meno contributi in regime ordinario; chi ha pochi costi spesso è avvantaggiato dal forfettario. Il calcolatore ti mostra entrambe le voci — contributi e imposta — così vedi il quadro completo.

Il massimale contributivo

Tutte e tre le gestioni prevedono un massimale: la parte di reddito che supera 120.607 € (2026) non è soggetta a contributi. È il motivo per cui, nel grafico, le linee si appiattiscono ai redditi molto alti. Attenzione: il massimale vale per chi si è iscritto alla previdenza dopo il 1996; per le anzianità precedenti si applica invece un tetto pensionabile con regole diverse.

La riduzione del 35% per i forfettari

È l'unica differenza di contributi tra forfettario e ordinario: i forfettari iscritti ad Artigiani o Commercianti possono ridurre del 35% l'intero contributo (minimale fisso incluso). Va richiesta all'INPS entro precise scadenze e comporta una pensione proporzionalmente più bassa, perché versi meno. Non spetta alla Gestione Separata (che non ha minimale) né in regime ordinario. Nel calcolatore la attivi con l'apposita casella.

Quando si pagano i contributi

I contributi si versano con modello F24. La Gestione Separata si paga con lo stesso calendario delle imposte (saldo e due acconti, a giugno/luglio e novembre). Artigiani e Commercianti pagano il minimale fisso in quattro rate trimestrali (maggio, agosto, novembre, febbraio) e i contributi sull'eccedenza insieme al saldo/acconti delle imposte. I contributi versati sono deducibili dal reddito, quindi abbassano la base imponibile dell'anno.

Domande frequenti

Quanto si paga di contributi INPS con la partita IVA?
Dipende dalla gestione e dal reddito. In Gestione Separata si versa il 26,07% (2026) del reddito imponibile fino al massimale; per Artigiani e Commercianti c'è un minimo fisso (circa 4.500 € l'anno) più il 24%/24,48% sul reddito oltre il minimale. Inserisci i tuoi dati nel calcolatore per l'importo esatto.
I contributi si pagano anche se guadagno poco?
In Gestione Separata no: se il reddito è basso, il contributo è basso (è tutto proporzionale). Per Artigiani e Commercianti invece sì: il contributo minimo fisso è dovuto anche con redditi bassi o nulli, perché copre il minimale contributivo.
Cos'è la riduzione del 35% dei contributi?
È un'agevolazione per i forfettari iscritti alla gestione Artigiani o Commercianti: abbatte del 35% l'intero contributo dovuto (Legge 190/2014). Va richiesta all'INPS e non si applica alla Gestione Separata né al regime ordinario. Riduce anche la pensione futura, perché versi di meno. Nel calcolatore puoi attivarla con l'apposita casella.
I contributi sono deducibili dalle tasse?
Sì. I contributi previdenziali versati sono deducibili dal reddito, quindi riducono la base imponibile su cui si calcola l'imposta (sostitutiva nel forfettario, IRPEF nell'ordinario). Il calcolatore ne tiene conto nel reddito netto finale.
Qual è il massimale dei contributi INPS?
Nel 2026 il massimale è 120.607 €: sulla parte di reddito che supera questa soglia non si versano contributi. Vale per chi si è iscritto alla previdenza dopo il 1° gennaio 1996.
Conviene di più il forfettario o l'ordinario per i contributi?
A parità di reddito imponibile i contributi sono uguali, tranne per artigiani e commercianti forfettari che possono ridurli del 35%. La differenza principale tra i due regimi sta nell'imposta (sostitutiva 5–15% nel forfettario, IRPEF a scaglioni nell'ordinario) e nel fatto che l'ordinario deduce i costi reali. Usa il calcolatore per confrontare il tuo caso.
Le aliquote cambiano ogni anno?
Sì, minimali, massimali e in parte le aliquote vengono aggiornati ogni anno dall'INPS. Il calcolatore usa i valori ufficiali dell'anno che selezioni (2024, 2025 o 2026).