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Codici ATECO Attività di biblioteche, archivi, musei e altre attività culturali

La divisione 91 raggruppa biblioteche, archivi, musei e collezioni, luoghi e monumenti storici, oltre a orti botanici, giardini zoologici, riserve e parchi naturali. Buona parte di queste attività è gestita da enti pubblici e fondazioni con personale dipendente, ma alcuni codici aprono a chi lavora con partita IVA: restauratori, conservatori del patrimonio, tecnici degli allestimenti multimediali e altre figure di supporto. Per chi opera come autonomo il regime forfettario applica il coefficiente di redditività del 67%, con soglia di ricavi a 85.000 euro e imposta sostitutiva al 15% (5% nei primi cinque anni se ci sono i requisiti).

Codici ATECO 2025
9
Ammessi al forfettario
9 su 9
Coefficiente redditività
67%
Gestione INPS prevalente
Gestione Separata

Domande frequenti

Qual è il coefficiente di redditività del codice ATECO 91 nel regime forfettario?
Le attività della divisione 91 rientrano nel gruppo che nel forfettario usa il coefficiente di redditività del 67%. Significa che paghi imposta sostitutiva e contributi sul 67% dei ricavi incassati, mentre il restante 33% è considerato costo forfettario e non viene tassato. Sul reddito imponibile, dopo aver sottratto i contributi versati, si applica il 15% (o il 5% per i primi cinque anni se hai i requisiti della nuova attività). Puoi calcola le imposte sul tuo caso.
A quale gestione INPS si iscrive un restauratore del patrimonio culturale (91.30.01)?
Il restauratore che lavora come libero professionista, senza un albo con cassa previdenziale dedicata, versa i contributi alla Gestione Separata INPS, con aliquota intorno al 26% sul reddito imponibile. Non ci sono contributi minimi fissi: paghi in proporzione a quanto fatturi, quindi un anno con pochi incarichi pesa meno. Resta valido l'obbligo di possedere la qualifica professionale di restauratore di beni culturali per esercitare.
Posso aprire partita IVA in forfettario per attività di musei o biblioteche?
Dipende dal tipo di attività. La gestione vera e propria di un museo, di una biblioteca o di un parco naturale è quasi sempre svolta da enti, fondazioni o cooperative, non da un singolo con partita IVA. Hanno invece senso in forfettario i servizi di supporto al patrimonio culturale (codice 91.30.09), gli allestimenti e le apparecchiature multimediali per le visite (91.30.02) e il restauro (91.30.01), purché si resti entro 85.000 euro di ricavi e si rispettino gli altri requisiti del regime agevolato.