Tax Democracy

Codici ATECO Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico

La divisione 97 raccoglie le famiglie, le convivenze e i condomini che assumono direttamente personale domestico: colf, badanti, baby-sitter, governanti, autisti, giardinieri. Qui il datore di lavoro non svolge un'attività d'impresa, ma figura come parte di un rapporto di lavoro subordinato regolato dal CCNL del lavoro domestico, con iscrizione e versamenti trimestrali all'INPS. Il rilievo fiscale per la famiglia sta nei contributi versati, in parte deducibili o detraibili nella dichiarazione dei redditi.

Codici ATECO 2025
2
Ammessi al forfettario
2 su 2
Coefficiente redditività
67%
Gestione INPS prevalente
Gestione Separata

Domande frequenti

Una badante o una colf può lavorare con la partita IVA invece che essere assunta?
Di norma no. Quando la persona presta servizio in modo continuativo e organizzato presso una famiglia, il rapporto è subordinato e va inquadrato con il CCNL del lavoro domestico, non con la partita IVA. La Cassazione ha più volte riqualificato come lavoro dipendente le badanti formalmente "autonome", con il rischio per il datore di sanzioni e contributi arretrati. La partita IVA resta plausibile solo per prestazioni davvero saltuarie e per più clienti diversi.
Quanto si recupera in dichiarazione dei contributi versati per colf e badanti?
La quota di contributi INPS a carico del datore è deducibile dal reddito complessivo fino a 1.549,37 euro l'anno, e abbassa l'imponibile IRPEF in base alla tua aliquota marginale. In più, per l'assistenza a una persona non autosufficiente spetta una detrazione del 19% sulle spese per la badante, entro un tetto di 2.100 euro, riservata a chi ha un reddito non superiore a 40.000 euro. Per stimare l'effetto sulle tue imposte puoi calcola le imposte.
Quali contributi e adempimenti ha il datore di lavoro domestico?
L'assunzione va comunicata all'INPS entro le 24 ore precedenti l'inizio del rapporto. I contributi si pagano ogni trimestre e l'aliquota complessiva si aggira intorno al 33% della retribuzione, una parte a carico del datore e una trattenuta al lavoratore. Restano poi gli obblighi del CCNL: busta paga, tredicesima, ferie e TFR. Conserva sempre le ricevute dei versamenti, perché servono per la deduzione in dichiarazione.