Tax Democracy

Codici ATECO Attività di investigazione e vigilanza

La divisione 80 raccoglie i servizi di vigilanza e investigazione privata: agenzie investigative che operano in ambito privato, aziendale, assicurativo e legale, oltre alla vigilanza privata armata e non armata. Sono attività regolate dal TULPS e subordinate a licenza prefettizia. Sul piano fiscale gli investigatori che aprono partita IVA rientrano tra i professionisti, con coefficiente di redditività al 78% nel regime forfettario e iscrizione alla Gestione Separata INPS.

Codici ATECO 2025
7
Ammessi al forfettario
7 su 7
Coefficiente redditività
67%
Gestione INPS prevalente
Gestione Separata

Domande frequenti

Un investigatore privato può aprire partita IVA in regime forfettario?
Sì, a patto di non superare 85.000 euro di compensi annui e di rispettare gli altri requisiti del forfettario. Per i servizi di investigazione privata il coefficiente di redditività è il 78%, quindi l'imposta sostitutiva del 15% (5% nei primi cinque anni se sei una nuova attività) si calcola sul 78% degli incassi. Resta comunque obbligatoria la licenza prefettizia prevista dall'art. 134 del TULPS per esercitare. Puoi calcolare le imposte sul tuo fatturato previsto.
A quale gestione INPS si iscrive chi fa investigazione o vigilanza privata con partita IVA?
L'investigatore privato che lavora come professionista autonomo, senza una cassa previdenziale dedicata, versa i contributi alla Gestione Separata INPS, con aliquota intorno al 26% sul reddito imponibile. I contributi si pagano sul reddito effettivo, non c'è un minimale fisso come nella gestione artigiani o commercianti. Chi invece costituisce un istituto di vigilanza in forma d'impresa può ricadere nella gestione commercianti.
Una guardia giurata può lavorare con partita IVA o deve essere dipendente?
La guardia particolare giurata armata di norma non può operare con partita IVA: la qualifica viene rilasciata dal Prefetto solo in presenza di un rapporto di lavoro subordinato con un istituto di vigilanza autorizzato o con il proprietario dei beni da custodire. La partita IVA è invece la strada tipica dell'investigatore privato titolare di licenza. Per la vigilanza armata il modello prevalente resta quindi il contratto di lavoro dipendente, con i relativi versamenti a carico del datore.