Tax Democracy

Codici ATECO Attività di servizi alla persona

La divisione 96 raccoglie i servizi rivolti direttamente alla persona: parrucchieri e barbieri (96.21), estetiste e centri di cura della bellezza (96.22), centri benessere e terme (96.23), lavanderie e tintorie (96.10), oltre a tatuatori, piercer e altre attività di cura n.c.a. Sono per lo più mestieri artigianali, con iscrizione alla Camera di Commercio e alla Gestione Artigiani INPS. Nel regime forfettario quasi tutti questi codici applicano il coefficiente di redditività del 67%.

Codici ATECO 2025
25
Ammessi al forfettario
25 su 25
Coefficiente redditività
67%
Gestione INPS prevalente
Gestione Separata

Domande frequenti

Qual è il coefficiente di redditività per i codici ATECO 96 nel regime forfettario?
Per le attività di servizi alla persona della divisione 96 il coefficiente di redditività è del 67%. Significa che il reddito imponibile è pari al 67% degli incassi, mentre il restante 33% viene riconosciuto come spesa forfettaria senza obbligo di documentarla. Su quel reddito si applica l'imposta sostitutiva del 5% per i primi cinque anni (se hai i requisiti di nuova attività) o del 15%, più i contributi INPS. Puoi calcola le imposte partendo dal fatturato che prevedi.
Parrucchieri ed estetiste devono iscriversi alla Gestione Artigiani o alla Gestione Separata INPS?
Parrucchieri, barbieri ed estetiste sono inquadrati come artigiani e versano alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS. Si pagano i contributi fissi sul minimale (circa 4.500 euro l'anno nel 2025) a prescindere dal reddito, più il 24% sulla parte di reddito che supera il minimale. Chi avvia l'attività in forfettario può chiedere la riduzione del 35% sui contributi. La Gestione Separata riguarda invece i professionisti senza cassa, non questi mestieri artigianali.
Per aprire la partita IVA come estetista o acconciatore serve un'abilitazione?
Sì. Per estetiste e acconciatori la qualifica professionale è obbligatoria: si ottiene con un corso regionale di qualificazione e l'esame tecnico-pratico, oppure attraverso apprendistato e anni di lavoro qualificato seguiti dal corso teorico. Ogni sede deve avere un direttore tecnico in possesso del requisito. Per attività come lavanderie self-service o alcuni servizi di benessere non è invece richiesta una qualifica abilitante specifica, ma valgono comunque le autorizzazioni comunali e i requisiti igienico-sanitari.