Tax Democracy

G-47 Codice Ateco Commercio Al Dettaglio No Autoveicoli

La divisione 47 raccoglie il commercio al dettaglio, cioè la vendita di beni nuovi o usati al consumatore finale: negozi alimentari, abbigliamento, ferramenta, profumerie, edicole e anche la vendita online tramite e-commerce. Chi apre partita IVA con uno di questi codici rientra nel coefficiente di redditività del 40% se sceglie il regime forfettario, e quasi sempre deve iscriversi alla Gestione Commercianti INPS. Tra avvio dell'attività, SCIA al SUAP del Comune e contributi previdenziali, è uno dei settori dove gli obblighi pratici pesano quanto quelli fiscali.

Codici ATECO 2025
107
Ammessi al forfettario
107 su 107
Coefficiente redditività
40–54%
Gestione INPS prevalente
Commercio

Domande frequenti

Qual è il coefficiente di redditività del commercio al dettaglio nel regime forfettario?
Per tutti i codici della divisione 47 il coefficiente di redditività è il 40%. Significa che l'imponibile su cui si calcola l'imposta sostitutiva è il 40% degli incassi: su 50.000 euro di ricavi, la base imponibile è 20.000 euro, da cui si sottraggono i contributi INPS versati nell'anno. È uno dei coefficienti più alti, perché il commercio genera in proporzione più reddito tassabile rispetto, per esempio, ai servizi al 78%. Puoi calcolare le imposte sul tuo caso specifico.
Chi apre un negozio deve iscriversi alla Gestione Commercianti INPS?
Sì. Chi svolge commercio al dettaglio in modo abituale si iscrive alla Gestione Commercianti, che prevede un contributo fisso sul reddito minimale (circa 4.600 euro l'anno per il 2026, dovuti anche se l'attività incassa poco) più il 24,48% sulla parte di reddito che supera il minimale di circa 18.800 euro. I forfettari possono chiedere la riduzione del 35% sui contributi presentando domanda all'INPS. Questi contributi sono interamente deducibili dal reddito prima del calcolo dell'imposta.
Cosa serve per aprire un'attività di commercio al dettaglio?
Oltre alla partita IVA con il codice ATECO 47 corretto, serve la SCIA inviata al SUAP del Comune dove si trova il negozio o, per la vendita online, dove ha sede l'attività. C'è poi l'iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, con un costo intorno agli 88 euro più il diritto annuale. Per alcuni settori, come gli alimentari, possono servire requisiti professionali o corsi specifici (ex REC). I costi della SCIA variano da Comune a Comune, da zero fino a circa 200 euro.