Tax Democracy

C-24 Codice Ateco Metallurgia

La divisione 24 raccoglie le attività di metallurgia di base: produzione di ferro, acciaio e ferroleghe, fabbricazione di tubi e profilati, laminazione e trafilatura a freddo, fino alla produzione di metalli preziosi e non ferrosi. Non rientrano qui i prodotti finiti in metallo come strutture, recinzioni o carpenteria, che appartengono alla divisione 25. Sul piano fiscale chi apre partita IVA con questi codici applica il coefficiente di redditività del 67% previsto per le attività manifatturiere e versa i contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS.

Codici ATECO 2025
27
Ammessi al forfettario
27 su 27
Coefficiente redditività
67%
Gestione INPS prevalente
Gestione Separata

Domande frequenti

Qual è il coefficiente di redditività per i codici ATECO della divisione 24?
Le attività manifatturiere della divisione 24 hanno un coefficiente di redditività del 67%. In regime forfettario questo significa che l'imposta sostitutiva (5% nei primi cinque anni, poi 15%) si calcola sul 67% dei ricavi incassati, non sul fatturato pieno. Il restante 33% è considerato spesa forfettaria e non si tassa, indipendentemente dai costi reali sostenuti. Puoi calcolare le imposte partendo dal fatturato che prevedi.
Che differenza c'è tra la divisione 24 (metallurgia) e la 25 (prodotti in metallo)?
La divisione 24 riguarda la trasformazione del metallo grezzo: fusione, affinazione, laminazione, trafilatura e produzione di semilavorati come barre, lamiere, tubi e fili. La divisione 25 copre invece la fabbricazione di prodotti finiti, quindi un fabbro, una carpenteria metallica o chi produce strutture e serramenti usa un codice della 25, non della 24. La distinzione conta perché determina il codice da indicare in fase di apertura, anche se il coefficiente forfettario del 67% resta lo stesso in entrambi i casi.
Con un codice della divisione 24 quali contributi INPS si pagano?
Trattandosi di attività produttive artigianali, l'iscrizione avviene di norma alla Gestione Artigiani INPS, con i contributi fissi sul minimale (circa 4.500 euro l'anno per il 2026) più il 24% sulla parte di reddito che supera la soglia minima. Chi è in forfettario può chiedere la riduzione del 35% sui contributi. La soglia di accesso al forfettario è 85.000 euro di ricavi annui; oltre questo limite si passa al regime ordinario.