Tax Democracy

C-23 Codice Ateco Prodotti Da Lavorazione Di Minerali Non Metalliferi

La divisione 23 riunisce chi fabbrica e lavora prodotti ottenuti da minerali non metalliferi: vetro piano e cavo, fibre di vetro, vetro artistico soffiato a mano, piastrelle e sanitari in ceramica, mattoni, tegole, prodotti refrattari, calce, cemento e gesso. Dentro questi codici convivono lo stabilimento industriale e il piccolo laboratorio del vetraio o del ceramista. Ai fini fiscali si tratta di attività manifatturiere: nel regime forfettario il coefficiente di redditività è del 67% e l'iscrizione avviene quasi sempre alla Gestione Artigiani INPS.

Codici ATECO 2025
34
Ammessi al forfettario
34 su 34
Coefficiente redditività
67%
Gestione INPS prevalente
Gestione Separata

Domande frequenti

Qual è il coefficiente di redditività nel forfettario per chi lavora vetro o ceramica?
Le attività manifatturiere della divisione 23 rientrano tra le "altre attività economiche", con coefficiente di redditività del 67%. Il reddito imponibile è quindi il 67% degli incassi dell'anno, a prescindere dalle spese reali per materie prime, forni e attrezzature. Su quella base, dopo aver sottratto i contributi versati, si applica l'imposta sostitutiva del 5% nei primi cinque anni di nuova attività oppure del 15% a regime. Puoi calcola le imposte per vedere quanto incide il 67% sul tuo caso.
Un vetraio o ceramista a partita IVA in quale gestione INPS si iscrive?
Chi produce manufatti in vetro o ceramica come laboratorio è un artigiano e si iscrive alla Gestione Artigiani INPS, oltre che all'Albo delle imprese artigiane tramite la Camera di Commercio. I contributi sono in parte fissi e si pagano anche con fatturato basso: nel 2025 il minimale parte da circa 4.460 euro l'anno, suddiviso in quattro rate trimestrali, più il 24% sulla quota di reddito che supera il minimale di 18.555 euro. Nel forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% sui contributi.
Serve altro oltre alla partita IVA per aprire un laboratorio in divisione 23?
La partita IVA da sola non basta. Serve la SCIA al SUAP del Comune, l'iscrizione al Registro delle Imprese e all'Albo Artigiani, l'apertura della posizione INAIL e, per molte lavorazioni con forni, polveri e sostanze pericolose, il rispetto delle norme ambientali e di sicurezza sul lavoro. La pratica si presenta in un'unica soluzione con la ComUnica della Camera di Commercio. Per il vetro artistico o la ceramica venduti al pubblico valgono anche le regole sull'etichettatura dei manufatti.