Codici ATECO Trasporto aereo
La divisione 51 raccoglie il trasporto aereo: voli di linea e charter di passeggeri (51.10), trasporto aereo di merci (51.21) e il trasporto spaziale (51.22). È un settore dominato da compagnie strutturate in forma societaria, ma i codici 51.10.20 e simili vengono usati anche dai piloti freelance che operano in proprio per vettori e società di charter. Per chi apre partita IVA in questa divisione il coefficiente di redditività del forfettario è il 67%, lo stesso delle altre attività non specificamente classificate.
- Codici ATECO 2025
- 4
- Ammessi al forfettario
- 4 su 4
- Coefficiente redditività
- 67%
- Gestione INPS prevalente
- Gestione Separata
Domande frequenti
Quale codice ATECO usa un pilota d'aereo che lavora in proprio?
Il codice più indicato per un pilota freelance che vola per compagnie di charter o vettori privati è il 51.10.20 (trasporto aereo non di linea di passeggeri). In alternativa si valutano il 52.23.00 per i servizi connessi al trasporto aereo o il 70.22.09 se l'attività è di consulenza, ma per chi pilota effettivamente l'aeromobile la scelta naturale resta il 51.10.20. La maggior parte dei piloti è comunque dipendente di una compagnia: la partita IVA riguarda solo chi fattura prestazioni autonome.
Il trasporto aereo rientra nel regime forfettario e con quale coefficiente?
Sì, le attività della divisione 51 possono accedere al forfettario se i ricavi annui restano sotto 85.000 euro. Il coefficiente di redditività applicato è il 67%: su 30.000 euro di compensi l'imponibile è quindi 20.100 euro, su cui si calcolano imposta sostitutiva e contributi. L'aliquota è del 15%, ridotta al 5% nei primi cinque anni se ricorrono i requisiti di nuova attività. Puoi calcola le imposte con i tuoi numeri reali.
A quale gestione INPS si iscrive chi apre partita IVA nel trasporto aereo?
Un pilota o un professionista del trasporto aereo che non rientra in una cassa specifica si iscrive alla Gestione Separata INPS, con aliquota intorno al 26% calcolata sul reddito imponibile forfettario. Non c'è un minimale fisso come per artigiani e commercianti: si versa in proporzione a quanto si fattura. Se invece l'attività è esercitata in forma d'impresa con dipendenti, gli inquadramenti contributivi cambiano e vanno verificati caso per caso.
