Tax Democracy

Codici ATECO Produzioni vegetali e animali, caccia e servizi connessi

La divisione 01 copre l'agricoltura vera e propria: coltivazione di cereali, riso, ortaggi, vite e frutta, allevamento di animali, caccia e servizi connessi come la raccolta o la lavorazione per conto terzi. Sul piano fiscale queste attività seguono regole proprie, diverse da quelle di un normale lavoratore autonomo. L'imprenditore agricolo che rispetta i limiti dell'art. 2135 del Codice Civile viene tassato sul reddito agrario catastale e applica il regime speciale IVA dell'agricoltura, non il forfettario.

Codici ATECO 2025
46
Ammessi al forfettario
46 su 46
Coefficiente redditività
67%
Gestione INPS prevalente
Gestione Separata

Domande frequenti

Un agricoltore può aprire la partita IVA in regime forfettario?
Di norma no, se l'attività rientra tra coltivazione, allevamento e vendita dei propri prodotti ai sensi dell'art. 2135 del Codice Civile: in quel caso il reddito è reddito agrario tassato su base catastale e l'IVA segue il regime speciale dell'agricoltura, due regimi che il forfettario non sostituisce. Il forfettario diventa praticabile quando l'attività esce dai limiti del reddito agrario e produce reddito d'impresa, ad esempio servizi a terzi o trasformazioni oltre la prevalenza. Chi è nel regime di esonero (volume d'affari sotto 7.000 euro) può comunque aprire una partita IVA forfettaria per un'attività diversa.
Come si calcola la tassazione del reddito agrario per un coltivatore diretto?
Il coltivatore diretto non paga le imposte sul fatturato ma sul reddito agrario e dominicale del terreno, calcolato sulle rendite catastali rivalutate (80% per il dominicale, 70% per l'agrario). Per gli anni 2024 e 2025 i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali non versano IRPEF fino a 10.000 euro di redditi dominicali e agrari; la quota tra 10.000 e 15.000 concorre al 50%, l'eccedenza per intero. Per le attività che invece producono reddito d'impresa nel forfettario puoi calcola le imposte.
Quali contributi INPS paga chi avvia un'attività agricola?
Il coltivatore diretto e l'imprenditore agricolo professionale si iscrivono alla Gestione agricola INPS, con contributi calcolati su un reddito agrario convenzionale e non sui ricavi effettivi. L'importo è in larga parte fisso, mediamente tra 3.000 e 3.500 euro l'anno, suddiviso in rate trimestrali. Chi avvia una start-up agricola può ottenere una riduzione del 35% sui contributi, che sale al 50% nei casi previsti dalle agevolazioni per i giovani.